Mercredi 18 février 2009 3 18 /02 /Fév /2009 15:24

Dal romanzo di Carlo LEVI al film di Francesco ROSI




Viaggio nel cuore della LUCANIA
      
Carlo LEVI ad Aliano
 



Parole chiave

Novecento - Storia - Letteratura - Cinema

Carlo LEVI 
fascismo, confino, Lucania, contadini, miseria, malaria, emigrazione

Francesco ROSI, Gianmaria VOLONTE 

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Mardi 17 février 2009 2 17 /02 /Fév /2009 09:12

Per Mégane, Marie, Lea, Marion, Stéphanie e Camille

Ritals

dall'album di Gianmaria TESTA,

 Da questa parte del mare

 

Canzone dedicata allo scrittore francese Jean-Claude IZZO


" Ero molto amico di uno scrittore che si chiamava  Jean-Claude IZZO, per dirla alla francese Jean-Claude IZZO.
Si chiamava IZZO perché suo padre era di Salerno e sua madre era spagnola. Stavano a Marsiglia e è lui che mi ha spiegato che cosa voleva dire Rital. Suo padre e anche sua madre gli avevano proibito di imparare la lingua paterna e materna per obbligarlo a parlare in francese, il più perfetto possibile, in modo che gli alti ragazzi, bambini marsigliesi smettessero di insultarlo e di chiamarlo Rital."

Per sentire la dedica


Per approfondire

Gianmaria TESTA link

Jean-Claude IZZO link

Gian Antonio STELLA. L'orda. Quando gli albanesi eravamo noi.  link

Emigrazione italiana link

EMIGRAZIONE ITALIANA IN FRANCIA

I difficili rapporti degli immigrati con i "cugini" transalpini

 

L'emigrazione italiana in Francia è uno dei processi migratori più antichi e più importanti. Da sempre questa nazione amica è stata considerata dagli italiani uno dei principali rifugi, dopo gli Stati Uniti, per potersi sottrarre alla miseria dilagante di casa nostra.

 

Un flusso continuo tra il 1851 ed il 1967. Il censimento francese del 1851 contava già oltre 63 mila italiani. Tra il 1878 e il 1882 la ricostruzione delle infrastrutture del paese dopo la guerra con la Russia, l'Austria e la Prussia, provoca la prima massiccia emigrazione italiana verso questo paese: nel 1881 e 1882 emigrano in Francia oltre centomila italiani. Fino ai primi del Novecento il flusso migratorio d'italiano ricevette un duro colpo dalla questione tunisina, dal crescente nazionalismo accompagnato da un'ondata di xenofobia e razzismo anti-italiano: massacro dei Vespri Marsigliesi nel 1881, di Aigues Mortes del 1893, di Lione del 1894. Da allora la xenofobia e il razzismo hanno accompagnato la sorte dei nostri emigrati.

 

La seconda ondata migratoria (tra il 1900 e il 1914), con l'avvento di più di 77 mila persone, ha trasformato la comunità italiana nella collettività straniera più consistente. La maggior parte degli emigranti proviene dalla Lombardia, Toscana, Piemonte e Emilia. In prevalenza s'installano nelle regioni francesi dell'industria meccanica (Parigi, Lione), delle industrie chimiche ed alimentari (Ile de France, Marsiglia), delle miniere del ferro (Lorena), delle vetrerie del Sud-Est. Dopo la prima Guerra Mondiale, la necessità di ricostruire il paese e lo sviluppo industriale richiama molti italiani. Nel 1919 100 mila individui sono accolti da questo Paese.

 

Tra il 1920 e il 1925 si registrano annualmente circa 150 mila nuovi arrivi. Nel 1921 gli emigrati nostrani sono 470 mila. Nel 1931 sono addirittura 880 mila. Durante questi anni molti italiani non lasciano la loro terra solo per ragioni economiche, ma anche a causa delle divergenze politiche, che sono una dei fattori principali di esodo: molti oppositori al regime fascista partono dall'Emilia, la Toscana, il Trentino, il Friuli, il Veneto e il Piemonte. La terribile Seconda Guerra Mondiale interrompe il flusso migratorio italiano verso la Francia.

 

Dal 1945 al 1960 riprende l'emigrazione di massa, proveniente dal Nordest dell'Italia e soprattutto dalle regioni meridionali, come risposta al nuovo sviluppo economico, alla denatalità francese e alla guerra d'Algeria (1954-1962), che avevano notevolmente ridotto la forza lavoro francese. Tra il 1946 ed il 1967 entrano in Francia 560 mila italiani. Per organizzare l'abbondantissimo flusso migratorio viene istituito l'ONI, Office National d'Immigration, nel novembre 1945. Decentrato nelle regioni francesi, bisognose di manodopera e nei Paesi stranieri di potenziale offerta, l'ONI ha selezionato e smistato milioni di lavoratori stranieri. Questi forestieri, con poche pretese, scarsa sindacalizzazione e grande capacità di lavoro hanno dato un contributo decisivo allo sviluppo economico della Francia.

 

Gli anni '70 hanno concluso i movimenti migratori dei nostri connazionali. Il grande miracolo economico italiano degli anni '60, i Trattati di Roma del 1957 sulla libera circolazione dei lavoratori, la preferenza per la Svizzera o la Germania sono stati le principali ragioni dell'esaurimento di questo grande movimento di massa. Nel 1973 il saldo fra arrivi e partenze era quasi nullo: dei quattro o cinquemila italiani emigrati in Francia, altrettanti ne ritornavano in Italia.

 

Fonte :
http://www.allaboutitaly.com/jumpNews.asp?idChannel=1631&idLang=IT&idUser=0&idNews=37295

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Jeudi 12 février 2009 4 12 /02 /Fév /2009 22:30
Carnevale di Venezia 2009

venerdì 13 febbraio 2009 - martedì 24 febbraio 2009

 

Il tema quest’anno,
Sensation : 6 sensi per 6 sestieri

 

Dorsoduro e l'Udito

Santa Croce e l'Olfatto

Cannaregio e il Gusto

Castello e il Tatto

San Polo e la Vista

 

... e San Marco ?
Li riunisce tutti nell’
Intelletto

 

UN BEL PROGRAMMA !


 

 

Le thème cette année,

 

Sensation 2009

6 sens pour les 6 quartiers ou sestieri…

 

Venise a rajouté aux 5 sens habituels celui de la pensée et de l'émotion.

Comme l’an dernier, Venise sera cette année encore le théâtre de toutes les sensations, de tous les raffinements, de tous les plaisirs, de toutes les émotions...

 

Dorsoduro et l'Ouïe

Santa Croce et l'Odorat

Cannaregio et le Goût

Castello et le Toucher

San Polo et la Vue

 

... et San Marco les réunit tous dans la Pensée !

 
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Samedi 7 février 2009 6 07 /02 /Fév /2009 21:22


EXPO 
Musée d'art moderne de la Ville de Paris, du 13 février au 24 mai 2009 
 

 

Mistero e malinconia di una strada, 1914

Canto d'amore, 1914

 

Parole chiave 

Novecento, Italia, Parigi, pittura, scrittura, scenografia, metafisica, surrealismo, prospettiva, illusione, manichini   


De Chirico ? Trouver ses oeuvres pour les exposer est un casse-tête !

LE MONDE 07.02.09

           

[] le cas De Chirico présente une particularité très rare qui aggrave la situation : l'oeuvre est divisée en deux parties de longueur et de célébrité extrêmement inégales.

 

La première est fulgurante. Elle dure de 1913 au début des années 1920 : paysages aux perspectives anormales, natures mortes hermétiques. Apollinaire célèbre l'étrangeté dès 1914 et Breton voit en De Chirico le précurseur du surréalisme.

Chacune de ces toiles est estimée entre 20 et 30 millions de dollars. Convaincre les musées de les prêter est rude, tant le public les aime. Il y en aura néanmoins à Paris une vingtaine, dont certaines « jamais exposées jusqu'ici », assure Fabrice Hergott1. Elles viennent de musées à Sao Paulo, Osaka, Stuttgart ou Londres, mais aussi de collections privées, qui veulent demeurer anonymes, à l'exception de la Rothschild Family Collection de New York.

 

À l'admiration universelle pour le premier De Chirico s'oppose la détestable réputation de l'oeuvre des années 1920 à la mort du peintre, en 1978.

L'artiste s'engage alors dans une suite de métamorphoses et de virevoltes, pastichant, parodie Raphaël, Titien, Rubens, Guardi, Courbet et lui-même, multiplie les hybridations de styles, affirme la supériorité de l'art ancien sur l'art moderne.

Fureur de Breton. Aragon, Eluard, Péret couvrent d'insultes le pire renégat de la modernité.

Bien des historiens les ont suivis. En 1983, quand eut lieu au Centre Pompidou la dernière rétrospective française, elle n'allait pas plus loin que les années 1920.

 

« Je ne crois pas qu'un artiste qui a été aussi fulgurant puisse devenir totalement négligeable », réplique Fabrice Hergott, reprenant à son compte l'évolution du regard sur De Chirico depuis une décennie.

 

[] Le résultat offre des surprises

 

[] des tableaux qui sont des attentats contre tout consensus artistique.

De Chirico se fichait du point de vue des autres. Il y a une forme de folie chez lui et son oeuvre apparaît comme une énigme - ou un piège. Une suite de chausses-trappes. La rétrospective réunit 170 chausses-trappes.

 

Fabrice Hergott 1 : Directeur du Musée d'art moderne de la Ville de Paris


Per leggere tutto l'articolo

Allora, se passi da Parigi...

A proposito come pronunci e come accenti "Chirico" 

Risposta :  kirico

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Vendredi 30 janvier 2009 5 30 /01 /Jan /2009 16:31

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  • : Langue et civilisation italiennes. L'italien au Lycée Saint Joseph d'Avignon. L'Italie et nous : nos voyages du nord au sud (Gênes, Florence, Venise, Naples et la Campanie, Matera...). L'Italie au quotidien... coups de coeur et coups de gueule. Rencontres franco-italiennes.
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  • : 20/11/2008

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