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A proposito dell’autore e della sua opera
Primo LEVI (Torino 1919-1987)
1937 si diploma e si iscrive ad un corso di laurea in chimica l'Università di Torino.
1938, le leggi razziali discriminano gli ebrei, gli è vietato l'accesso alla scuola pubblica. Levi, pure in regola con gli esami, ha difficoltà a trovare un relatore per la sua tesi; si laurea comunque nel 1941 con una tesi in fisica. Il diploma di laurea riporta la precisazione «di razza ebraica».
Le leggi razziali del regime fascista lo costringono, in quanto ebreo, a lavori saltuari.
La sua breve esperienza in un nucleo partigiano locale si conclude con l'arresto, nel 1943, e la detenzione al campo di raccolta di Fossoli. Nel febbraio del 1944 viene deportato ad Auschwitz.
Dopo un primo periodo di lavori forzati, lavora nei laboratori chimici della Buna, fabbrica di produzione di gomma sintetica. Ammalato di scarlattina, scampa alla marcia di evacuazione di Auschwitz poco prima della liberazione del campo da parte dei Russi dell'Armata Rossa. Viene liberato il 27 gennaio 1945, anche se il suo rimpatrio avverrà solo nell'ottobre successivo.
Dalla sua esperienza nel lager nazista nascono Se questo è un uomo, racconto della sua prigionia, tradotto in numerose lingue, tedesco incluso, e decenni più tardi, I sommersi e i salvati, testo in cui Levi cerca di analizzare con distacco la sua esperienza confrontando l'universo concentrazionario nazista con universi simili (quello sovietico dai racconti di Solzenecyn) cercandone radici comuni e differenze.
Dai ricordi del suo viaggio di ritorno in Italia nasce La tregua, diario di un lungo viaggio attraverso l’Europa post-bellica devastata.
L'11 aprile del 1987 Primo Levi muore suicida nella sua casa di Torino.
Opere di Primo Levi
- Se questo è un uomo (1947)
- La tregua (1963)
- Storie naturali (1966) racconti, sotto lo pseudonimo di Damiano Malabaila
- Vizio di forma (1971) racconti
- Lilìt e altri racconti (1971) racconti
- Il sistema periodico (1975) racconti
- La chiave a stella (1978)
- La ricerca delle radici (1981) antologia personale
- Se non ora, quando? (1982)
- Ad ora incerta (1984) raccolta di poesie
- L'altrui mestiere (1985) opera saggistica
- I sommersi e i salvati (1986)
- Conversazioni e interviste 1963-1987 (1997) (postumo), a cura di Ferdinando CAMON
Per conoscere un po’ meglio LEVI
I/ Tratto dal testo scritto da Primo Levi per l’inaugurazione del memoriale degli italiani ad Auschwitz :
« È triste ma doveroso rammentarlo, agli altri ed a noi stessi : il primo esperimento europeo di soffocazione del movimento operaio e di sabotaggio della democrazia è nato in Italia. »
« Ma non tutti gli italiani sono stati fascisti : lo testimoniamo noi, gli italiani che siamo morti qui. Accanto al fascismo, altro filo mai interrotto, è nato in Italia, prima che altrove, l’antifascismo. »
« Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita : da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento : fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai. »
II/
Se questo è un uomo
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici,
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Si c’est un homme
Vous qui vivez en toute quiétude
Bien au chaud dans vos maisons,
Vous qui trouvez le soir en rentrant
La table mise et des visages amis,
Considérez si c’est un homme
Que celui qui peine dans la boue,
Qui ne connaît pas de repos,
Qui se bat pour un quignon de pain,
Qui meurt pour un oui pour un non.
Considérez si c’est une femme
Que celle qui a perdu son nom et ses cheveux
Et jusqu’à la force de se souvenir
Les yeux vides et le sein froid
Comme une grenouille en hiver.
N’oubliez pas que cela fut :
Non, ne l’oubliez pas.
Gravez ces mots dans votre coeur
Pensez-y chez vous, dans la rue,
En vous couchant, en vous levant ;
Répétez-les à vos enfants.
Ou que votre maison s’écroule,
Que la maladie vous accable,
Que vos enfants se détournent de vous.
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Questa poesia fa da preludio al racconto omonimo.
Primo LEVI, Un siècle d'écrivains, FRANCE 3, 1997
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(Puoi trovare la videocassetta della trasmissione al CDI)
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