Partager l'article ! Educazione alla tolleranza, NO AL BULLISMO !: Sai che cos'è il BULLISMO ? Una forma di oppressione, p ...
Sai che cos'è il BULLISMO ?
Una forma di oppressione, psicologica o fisica, ripetuta, perpetuata da una persona (bullo) o un gruppo di persone più potente nei confronti di una persona percepita più debole (vittima).
Un comportamento aggressivo le cui caratteristiche sono :
• L'intenzionalità
Il bullo agisce con l'intenzione e lo scopo di dominare l'altro, di offenderlo e di causargli danni o disagi.
• La persistenza nel tempo (sistematicità)
Anche se un singolo fatto grave può essere considerato una forma di bullismo, di solito gli episodi sono ripetuti nel tempo e si verificano con una frequenza piuttosto elevata.
Spesso è persistente, dura settimane, mesi o anni ed è difficile difendersi per le vittime.
• L'asimmetria della relazione (fisica o di personalità)
Tra bullo e vittima c'è una disuguaglianza di forza e di potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l'altro sempre subisce, senza poter difendersi.
Quest'assimetria è dovuta alla forza fisica, all'età o al numero quando le aggressioni sono di gruppo.
Modalità del bullismo
◊ Bullismo diretto : comportamenti aggressivi e prepotenti, violenza verbale o fisica
- quello fisico consiste nel picchiare, prendere a calci e a pugni, spingere, dare pizzicotti, graffiare, mordere, tirare i capelli, appropriarsi degli oggetti degli altri o rovinarli
- quello verbale implica il minacciare, insultare, offendere, prendere in giro, esprimere pensieri razzisti.
◊ Bullismo indiretto : più difficile da individuare sul piano psicologico.
Non è per questo meno dannoso per la vittima (esclusione dal gruppo dei coetanei, isolamento, smorfie ripetute, gesti volgari, diffusione di pettegolezzi e calunnie sul conto della vittima, dicerie, danneggiamento dei rapporti di amicizia)
Il bullismo al maschile e al femminile
Il fenomeno riguarda maschi e femmine; però si esprime diversamente nei due casi.
I maschi mettono in atto prevalentemente prepotenze di tipo diretto, con aggressioni per lo più fisiche ma anche verbali. Le vittime sono maschi o femmine.
Le femmine, invece, utilizzano in genere modalità indirette di prevaricazione e le rivolgono prevalentemente verso altre femmine : manipolazione e alterazione dei rapporti di amicizia (per esempio, riuscire ad allontanare una ragazza dalla sua migliore amica).
Poiché le forme di bullismo indiretto sono più sottili e più difficili da riconoscere, il bullismo « al femminile » è meno evidente e più difficile da cogliere anche per gli insegnanti.
La variabile età
I soggetti implicati sono bambini e adolescenti tra i 7-8 e i 14-16 anni.
Gli individui maggiormente coinvolti sono comunque i bambini delle scuole elementari, delle scuole medie e dei primi anni delle scuole superiori, dove il fenomeno sembra essere diffuso e pervasivo.
Sebbene si assista, con il passar del tempo, ad una diminuzione della frequenza degli atti bullistici, spesso la loro gravità aumenta.
IL BULLO
- bullo dominante : aggressività generalizzata verso gli adulti e i coetanei, impulsività e scarsa empatia verso gli altri.
Questi bambini vantano la loro superiorità, vera o presunta, si arrabbiano facilmente e presentano una bassa tolleranza alla frustrazione, hanno un atteggiamento positivo verso la violenza, poiché è ritenuta uno strumento positivo per raggiungere i propri obiettivi.
Hanno doti psicologiche utilizzate al fine di manipolare la situazione a proprio vantaggio, con forte bisogno di dominare gli altri.
Difficilmente rispettano le regole e tollerano contrarietà e frustrazioni.
Tentano, a volte, di trarre vantaggio anche utilizzando l'inganno.
Il rendimento scolastico è vario ma tende ad abbassarsi con l'aumentare dell'età e, parallelamente, si manifesta un atteggiamento negativo verso la scuola.
Il bullo, sempre alla ricerca di emozioni forti, estreme, deumanizza la vittima per giustificare la sua aggressività e la sua violenza e stabilisce con gli altri rapporti interpersonali basati quasi sempre sulla prevaricazione.
- bullo gregario : più ansioso, insicuro, poco popolare, cerca la propria identità e l'affermazione nel gruppo attraverso il ruolo di aiutante o sostenitore del bullo.
- gruppo dei bulli : qualche studente non aggressivo può partecipare ad episodi di bullismo per una diminuzione del senso di responsabilità individuale che riduce il senso di colpa dopo l'episodio collettivo; questo può accompagnarsi ad una distorsione cognitiva che porta a percepire la vittima come persona incapace, che « merita » di essere molestata.
LA VITTIMA : ha scarsa autostima e opinione negativa di sé.
I bambini vittimizzati sono ansiosi e insicuri, spesso cauti, sensibili e calmi. Se attaccati, reagiscono chiudendosi in se stessi.
Queste caratteristiche sono tipiche delle vittime definite passive o sottomesse, che segnalano agli altri l'incapacità, l'impossibilità o difficoltà di reagire di fronte ai soprusi.
Esistono anche le vittime provocatrici, con reazioni insieme ansiose e aggressive. Possono essere iperattivi, inquieti e offensivi.
Per le vittime si evidenzia un deficit nel riconoscimento di specifici segnali emotivi, in particolare relativi alla rabbia.
Tali difficoltà potrebbero impedire al bambino di riconoscere l'altro come potenziale aggressore e quindi di difendersi. Inoltre, l'incapacità di leggere tale emozione potrebbe ostacolare il controllo del proprio comportamento e favorire l'utilizzo di modalità che finiscono con il provocare ulteriormente la rabbia dell'altro.
Maggioranza silenziosa : l'arena di persone che osserva
Non fa niente e conferma i due ruoli, il bullo e la vittima. Composta dagli outsider, gli « esterni », ha finalità autoprotettive.
- il bullismo non avrebbe senso senza un gruppo che valida le azioni comesse
- è una malattia di gruppo : ha una natura relazionale
Nei gruppi agiscono strategie e i meccanismi del disimpegno morale :
• etichettamento eufemistico : il ragazzo definisce positivamente un comportamento negativo « in fondo scherzavamo, giocavamo e non è successo niente ».
• giustificazione morale : annulla una regola sostituendola con una regola più importante per lui dicendo « io l'ho fatto per amicizia », utilizzando così la regola dell'amicizia.
• diffusione della responsabilità : « ero con gli altri, ero nel gruppo, lo facevano tutti », così il ragazzo si sente meno responsabile.
• deumanizzazione della vittima : negli esseri umani c'è una propensione naturale e fisiologica a non esercitare violenza nei confronti dei loro simili. Possono, però, rendere i loro simili non simili, trasformare il significato degli altri e arrivare a dire, per esempio, che « un barbone non è un vero essere umano, è un relitto ».
Attenzione ai luoghi comuni sul bullismo !!!
- si manifesta solamente nelle zone povere e degradate
- sono ragazzate
- è una scuola di vita
- sono scontri che fanno crescere
- devono cavarsela da soli, così imparano a difendersi.
Bullo e vittima, ripercussioni nel tempo
- per il bullo
• basso rendimento scolastico
• disturbi della condotta
• ripetute bocciature e abbandono scolastico
• condotte devianti e antisociali
• difficoltà nel mondo del lavoro.
- per la vittima
• disturbi fisici e psicologici
• flessione dei risultati scolastici
• fragilità psicologica
• sviluppo di insicurezza e bassa autostima
• isolamento e relazioni sociali povere.
Segnali di allarme per la vittima
• rifiuto immotivato di recarsi a scuola
• sparizione frequente di materiale scolastico personale
• ritrovamento di abiti sporcati, rovinati
• segni di violenza fisica
• alterazione psico-fisica all'uscita da scuola
• rifiuto di raccontare cosa avviene a scuola
• calo improvviso del rendimento scolastico
• disturbi del sonno, scarso appetito.
Modalità di fronteggiamento utilizzate dal ragazzo/a che ha subito delle prepotenze :
• rimanere bloccato senza riuscire a fare o dire nulla
• scappare o tentare di scappare
• chiedere aiuto a qualcuno
• reagire affrontando il prepotente.
Strategie di fronteggiamento utilizzate dal ragazzo/a successivamente agli episodi subiti :
• analizzare la situazione per trovare una soluzione utile in futuro
• non fare nulla perché i problemi non hanno soluzione
• evitare il contatto e il sostegno delle persone (chiusura in se stesso)
• ricercare il sostegno e l'aiuto: degli amici, dei genitori, degli insegnanti.
È importante l'attenzione e la presenza della famiglia e della scuola
- Per i genitori :
• è essenziale ascoltare il figlio prendendo seriamente in considerazione i suoi sentimenti e le sue paure
• intervenire tempestivamente per spezzare il costituirsi dei ruoli bullo-vittima
• spiegare al figlio che chiedere aiuto non è una forma di debolezza ma un diritto di difesa
• essere presenti nella vita dei ragazzi non in termini di controllo, ma in termini di modalità di comunicazione, di osservazione dei ragazzi
• favorire la socializzazione (fare dello sport, suonare uno strumento, appartenere ad altri gruppi, ecc...) in modo che prima o dopo costruisca delle amicizie importanti
• consultare uno specialista (psicoterapeuta) per aiutare il figlio.
- Per la scuola :
• un impegno chiaro e deciso della dirigenza della scuola ad attuare e sviluppare un piano antibullismo
• intervenire tempestivamente di fronte ad episodi (non sottovalutare né tollerare)
• incontri di classe per discutere le difficoltà o i problemi personali vissuti
• attivazione di occasioni di apprendimento cooperativo e di attività prosociali
• incontri tra insegnanti, genitori e alunni
• colloqui con i genitori degli studenti direttamente coinvolti nel problema
• formare gli insegnanti sui metodi e le tecniche dell'educazione socio-affettiva.
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"Io credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove,
possano contribuire a educare la mente."
Gianni RODARI
L'ACCA IN FUGA
C'era una volta un'Acca.
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